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Suicide Silence: recensione del nuovo cd e considerazioni infelici...


Niente podcast, ed è meglio così, almeno non dovrete sentire il mio accento perugino.
Io sono sinceramente affranto da questo nuovo album, sapete, non è come quando senti il nuovo cd infame di qualche band rinomata, qui c'è amarezza. Pure i Die Hard Fans scrivono sulla loro pagina che vorrebbero apprezzare questo album, non sono hater, ma l'album fa proprio cagare. Badate bene, non è una questione di cambio di stile, non è colpa di Hermida o della produzione, qui si parte dalla base. Qui si parte dalle idee. Riciclate per lo più e quelle che danno uno spunto positivo non sono veramente lavorate, c'è troppa, troppa citazione verso i Korn, Slipknot ed i Deftones, sia nella struttura delle canzoni che nelle varie parti singole degli strumenti. Io non ci sento i Suicide Silence, non ce li sento, sento una band che vorrebbe inglobare quelle persone che negli anni 90 ascoltavano Nu Metal, alternative metal ecc e che ora sono più che trentenni, fallendo clamorosamente. Prima di parlare dei problemi tecnici qui c'è da parlare del fatto che è difficile trovare una canzone valida in questo album, la migliore secondo me rimane Doris. Non mi sento di salvare a pieno nessuna canzone, persino Illud dei Morbid Angel aveva quelle 4 canzoni Death Metal cazzute per le quali l'album aveva un senso, pure St.Anger aveva la title track che nella versione tagliata per il video ha la sua spinta. Io non so come sia stato possibile concepire un album così e poi mandarlo in distribuzione, pure per Nuclear Blast! Pensate che poi la label ripunterà così sulla band? Pensate che gli daranno gli stessi soldi per fare l'album e li ponzeranno come hanno fatto negli scorsi anni? La band ha fatto più di un passo indietro ed ora per recuperare la vecchia posizione conquistata dovranno fare il doppio della fatica anche perchè c'è un effetto retroattivo in questi album così deludenti. Quando andranno a proporre nuovi album ci sarà sempre lo spettro di questo fallimento e quindi anche la gente che magari non li segue ma potrebbe interessarsi finisce per evitare di dare un occhio o dargli fiducia cosìcchè pure i potenziali fan futuri, con un lavoro del genere, se ne vanno.

Upgrade di Doris

Il danno che ha causato questo cd alla band è simile ai cd citati sopra ma la posizione dei Suicide Silence è ben più in bilico. Se i Metallica potrebbero permettersi di non fare più cd da qui in avanti ed i Morbid Angel campare di rendita la band californiana vive in un limbo pericolosissimo. Se ci immaginassimo una piramide dell'heavy metal potremmo trovare nell'apice band come Metallica, Slipknot, Rammestein ecc ed i Suicide Silence nel perfetto mezzo di questa piramide come "star power". Fare qualche passo indietro significa rischiare di non guadagnarci più con la musica e quindi perdere il lavoro, capite la gravità? Comprendente che qui il problema è serio? Io sono sinceramente dispiaciuto perchè li ho visti live, mi piacciono, ho apprezzato molto Black Crown ma qui non c'è nulla che va. Troppo simili ad altre band, privi di una vera identità. Manca un lavoro di songwriting e l'impressione che ho di questo cd è che suoni più come un demo che come un lavoro finito, puzza di jam in studio registrata e poi mandata alla Nuclear per fargli sentire un po' come sarà il cd.

L'entusiasmo della gente...

Le chitarre più volte coprono i ritornelli di Hermida, sono impastate, caotiche, scoreggione. La batteria è vero che ha pacca, dinamica ed è realistica, per carità ma il mix che è stato fatto globalmente non aiuta a far uscire fuori i muscoli della band. Il cambio di stile di per se non è un problema od un dato negativo o positivo, prende attributi di questo tipo quando dati alla mano hai visto che con questo cambio ha perso qualche fan e non ne hai guadagnato nessuno. Questo è il sintomo del fallimento. Io mi auguro sinceramente che tornino tra massimo 2 anni con un nuovo album se pur su questa linea con delle idee valide e non riciclate da altre band.



Riff-a-Mania: 30%
Personalità: 10%
Produzione: 35%
Totale: 2.7/10

In Flames - Battles

Band: In Flames
Album: Battles
Etichetta: Nuclear Blast
Genere: Alternative Metal
Anno: 2016
Paese: Svezia
Consigliate: Le prime 4
Sentenza: The End

Quella degli In Flames è una delle debacle più terribili della storia dell'Heavy Metal. Paragonabile al periodo Load-Reload dei Metallica, il periodo Goth dei Kreator od il periodo Nu Metal dei Machine Head.
L'ultimo buon album che hanno fatto secondo me è "A Sense of Purpose" da li in poi poco o nulla è salvabile. La band ha perso il suo main songwriter ed è evidente che ogni canzone senza Stromblad sia un tentare di ricopiare l'estro geniale del chitarrista svedese. Si tratta di fotocopiare il passato e male cercando di modernizzare la band per rimanere a galla.

Stromblad non si sarebbe mai vestito così da hipster

Quello che ne esce è un ibrido pericolosamente in bilico tra l'heavy e l'indie rock con suonini e synth, cori da stadio stile BMTH e riff in drop. Troppo pesante per il mainstream, troppo leggero per i metallari, come detto già nelle recensioni di Siren Charms e Sounds... il progetto degli In Flames di andare a trovare nuovi fans nel mondo del metal "alternativo" è a mio modo di vedere un fallimento epocale.
Fuori la loro madre patria i numeri sono diventati sempre più piccoli tanto che in certe zone di Europa non tornano da ere geologiche. L'appeal Swedish Death è completamente sparito e se almeno la versione metalcore di A Sense... aveva un senso (AH AH AH) questi ultimi tre cd ibridi di alternative metal, indie rock, swedish metal ecc sono una delle cose di peggior gusto che abbia mai sentito. Friden stesso non è in grado di reggere certi toni ed è diventato come Oliver Sykes un vocalist dietro una console, praticamente tutti i ritornelli buli di questo cd sono fatti di cori di bambini o altri cori campionati, lui si limita a cantare qualche strofa ma nulla più.


Il contenuto dei riff è pressochè nullo, si arriva alla fine dell'album senza ricordare UN SOLO passaggio di chitarra, a volte servono proprio campioni di synth e batterie elettroniche per costruire le strofe tale è la mancanza di idee nelle partiture di chitarre. E' vero che ci sono diversi bei ritornelli ma come ho detto non mi sento di attribuirli alla farina del loro sacco. Saranno gusti miei personali ma non riesco ad empatizzare con questi ultimi cd, mi sanno di finto, mi sanno di lisciatori di mele, di chi cerca disperatamente di tenersi a galla avendo finito le idee da un bel pezzo. Non c'è quella scintilla che li ha fatti amare e di quegli In Flames che molti hanno amato non è rimasto praticamente nulla. Unica nota positiva secondo me è che Battles è almeno meglio di Siren Charms. Siren Charms è proprio brutto. PENZOLA (cit). Questo cd può piacere ma dipende da quanto siete inclini a voler sentire metal "mainstream", non vi frega dei riff, di sentire gli In Flames originali o di sentire campionature ovunque. Perchè si, secondo me, come il cd prima, questo disco glie lo ha riarrangiato qualche smanettone per renderlo più radio-friendly possibile partendo da idee loro. Purtroppo al contrario di un cd che ha subito lo stesso processo (Sempiternal) le idee da cui partiva questo disco non erano eccezionali.

Ma che cazzo ho ascoltato?

Riff-a-Mania: 50%
Personalità: 21%
Produzione: 80%

Totale: 5/10

Avenged Sevenfold - The Stage, la recensione dell'apocalisse

Band: Avenged Sevenfold
Album: The Stage
Etichetta: Capitol Records
Genere: Alternative Metal, Hard Rock, Heavy Metal
Anno: 2016
Paese: USA
Consigliate: Fermi Paradox, Exist, Creating God
Sentenza: The Phantom Pain

Credo di avere dei problemi. Forse il mio articolo più letto di sempre è questo e quindi per fare VIEWS FACILI mi basterebbe riprendere quello stile ad appicicarlo a questo disco, ma non posso. Non posso perchè HTTK e questo nuovo The Stage non sono nemmeno lontanamente parenti.

La tristezza è che questo disco ha venduto la metà delle copie di quello prima.
Ciò è la dimostrazione che è più prolifico scimmiottare il passato che cercare nuove soluzioni, meglio cercare di emulare chi prima si è imposto che cercare un nuovo modo di imporsi. Tutto è tremendamente legato alle radici, a quello che funzionò in precedenza, ed oggi non si riesce a trovare nulla che funzioni come quello che funzionò un tempo, quindi tanto vale arrendersi all'evidenza. Questo per me è da ricollegare essenzialmente ad un fandome tragicamente anziano ed over 35 che influenza nuove e vecchie generazioni nella conservazione dei valori "prima è meglio" e "Non verranno mai più i bei tempi andati" congelando questa musica in una stasi a mio modo di vedere MORTALE.

(Fine primo tempo dei brontolii)





(Inizio secondo tempo dei brontolii)

La batteria usata dai A7X in questo album


The Stage è un album valido ma bipolare, magari manca di qualche ritornello che buchi la testa, come quelli che ora propongono i Ghost, ma a livello di guitar working secondo me siamo mille mila ere avanti gli ultimi 2 album. La finale Exist è un buon esempio della volontà che c'è nel gruppo di provare a tirare il cappello lontano senza necessariamente arrivare ad appenderlo, questo perchè come in Fermi Paradox o tutte le tracce migliori il lavoro di chitarra è eccezionale, magari anche l'arrangiamento orchestrale ma pare che le parti di batteria siano state scritte con approssimazione dai chitarristi su guitar pro e che Mr.Shadows abbia preso vecchi take di altri pezzi e li abbia appiccicati su queste nuove canzoni (per quel poco che canta). Il cantante del gruppo sembra essere più interessato a capire cosa sia e se ci sia un declino del gruppo più che capire se il cd che hanno rilasciato sia veramente finito o scritto a metà.

Mr.Shadows che scrive le nuove linee melodiche dell'album

La dualità nella band secondo me è evidente, metà del gruppo si è sbattuto per fare il cd e l'altra metà no. La batteria deve essere stata scritta per le pre-produzioni e da li non si è cambiata, solo così si spiegherebbe la mancanza di fill, cambi di accenti, una staticità ed una mancanza di gusto che è aberrante per un cd ed una band di questo livello.

Uno scatto dei momenti in cui si "registrava" la batteria di "The Stage"

E' un disco veramente strano da valutare perchè paragonandolo ai due album prima è sicuramente migliore in molti aspetti ma possiede gravi deficienze in altri ambiti che quelli prima non avevano, errori amatoriali e fondamentalmente dovuti alla voglia di sbattersi per dare un cd finito. Come sul gioco "The Phantom Pain", un ottimo lavoro fatto a metà, lo stesso si può dire per The Stage. Non posso criticarlo fino in fondo ma non posso elogiarlo fino in fondo. Ci sono delle cose che ho amato e cose che mi ha fatto impazzire dalla bruttezza. Quindi devo dire che mi è PIACIUTO un cd degli A7X? Devo Dirlo?.Mio Dio, sudo freddo, lo dico? SNI? HELP.


Di seguito quindi una valutazione del tutto ironica e senza senso.


Riff-A-Mania: 66%
Personalità: 66%
Qualità Audio: 66%

Totale: 6.66/10


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